Sabotaggio per commemorare i Mapuche assassinati

Fonte: Comitato Carlos Fonseca

Collipulli/ Dopo la commemorazione dei codardi omicidi dei weichafe (guerrieri, ndt) Mapuche Rodrigo Melinao e Jaime Mendoza Collio, oggi nel territorio Wenteche sono stati compiuti degli atti di sabotaggio contro i principali nemici delle comunità mapuche in resistenza, 6 camion appartenenti all’impresa forestale Arauco sono stati completamente distrutti all’interno del Fondo Santa Cruz.

Bisogna precisare che queste azioni si inquadrano nella commemorazione dell’assassinio dei comuneri Mapuche:

RODRIGO MELINAO LIKAN ( 6 agosto 2013): Era stato processato varie volte per il suo attivo ruolo nel recupero della terra e per azioni di resistenza mapuche nella zona di Ercilla. Aveva eluso l’autorità dandosi alla fuga e fu decretata la sua cattura ad ogni costo. Si era mantenuto in clandestinità fino a quando, una notte, fu trovato morto con segni di crudeli torture. Fu freddamente assassinato da mercenari repressori, da yanakona (indigeni ausiliari, traditori, ndt) e gruppi anti mapuche che operano al margine della legge, per tutelare gli interessi dei grandi gruppi capitalisti. Fu un oscuro crimine pianificato.

JAIME MENDOZA COLLIO (12 agosto 2009): Durante l’occupazione di un fondo, nell’ambito del recupero delle terre ad Ercilla, Forze Speciali e GOPE (grupo operativo speciale dei Carabinieri, ndt) hanno fatto irruzione sparando sulle persone che si trovavano nell’occupazione del fondo conteso, i repressori inseguirono per chilometri il Weichafe Jaime Mendoza Collio fino a sparargli un colpo alla schiena, provocando così la sua morte. Successivamente le istituzioni e l’agente del GOPE manipolarono le prove per giustificare nei tribunali che lo sparo sarebbe stato effettuato “a propria difesa”, versione che è stata screditata.

Il fatto che lo Stato Cileno si rifiuti di rinunciare alle forze di polizia, alle imprese forestali e ai coloni che occupano con la forza i territori in conflitto nel Wallmapu, e che cerchi come unica soluzione le azioni giudiziarie, farà sì che le mobilitazioni, usando la violenza politica, continuino ad essere sulla prima pagina di vari mezzi dell’informazione e che i tribunali si riempiano di cause.

Fuori gli investimenti capitalisti dal Wallmapu.

Esercitando il controllo territoriale, avanziamo verso la liberazione nazionale.

Libertà per i Prigionieri Politici Mapuche

Marichiweu!

(Vinceremo 10 volte!)

7 Agosto 2015

Werken

Two dead on the sidelines of a demonstration in Valparaiso (Chile)

Source: Communisme/Solidarité Ouvrièr

May 14, 2015:
Two students died ON Thursday in Valparaiso (Chile) in an incident at the end of a demonstration against the education reform, an initiative of socialist President Michelle Bachelet.

“One of the victims was 18y/o, another 24”, said the local media the head of Valparaiso Police, Julio Pineda, adding that the two students were shot dead.

Witnesses said the shots come from a 22 year old living in a house where protesters wanted pasting posters. He was arrested.

Thursday night, candles were lit in Valparaiso, in tribute to the two killed students.

The event was part of a broader protest movement, with protests in cities across the country including the capital Santiago, where thousands of students and teachers marched.

The event, in a friendly atmosphere, however, held also clashes between hooded protesters armed with sticks and stones, and police who used water cannons. More than 130 people were arrested.

Chilean students demand a quality public education and a comprehensive reform of the education system largely privatized and inequality, inherited from the dictatorship of Augusto Pinochet (1973-1990).

“We do not take us into account for the reform, we want to be heard”, lamented Maria José, a 17 year old student, told to AFP in the event.

In January, the first part of the education reform, ending the selection of students and profits in schools subsidized by the State, was approved.

But it is still unclear how the president will keep his promise to provide free higher education for the poorest, the 70% of the population.

Teachers demand for them better conditions of pay.

The event comes just days after the formation of a new cabinet by President Bachelet, who seeks to defuse the crisis of confidence caused by several corruption cases, including one involving his own son.

Due morti a margine d’una manifestazione a Valparaiso (Cile)

Fonte: Communisme/Solidarité Ouvrièr

14 maggio 2015:
Due studenti sono morti Giovedi a Valparaiso (Cile) in un incidente al termine di una manifestazione contro la riforma dell’istruzione, iniziativa del presidente socialista Michelle Bachelet.

“Una delle vittime è di 18 anni, l’altra di 24 anni”, ha detto ai media locali il capo della polizia Valparaiso, Julio Pineda, aggiungendo che i due studenti sono stati uccisi.

Testimoni hanno detto che i colpi vengono da un ragazzo di 22 anni che vive in una casa dove i manifestanti volevano incollare dei manifesti al muro. È stato poi arrestato.

Giovedi sera, le candele sono state accese a Valparaiso, in omaggio ai due studenti uccisi.

L’evento è stato parte di un più vasto movimento di protesta, con proteste in città e in tutto il paese, compresa la capitale Santiago, dove migliaia di studenti e insegnanti hanno marciato.

L’evento, in un ambiente accogliente, tuttavia, era finito in scontri tra manifestanti incappucciati, armati di bastoni e pietre, e la polizia che ha usato cannoni ad acqua. Più di 130 persone sono state arrestate.

Studenti cileni richiedono un’istruzione di qualità pubblica e una riforma globale del sistema scolastico in gran parte privatizzato e diseguale, ereditate dalla dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990).

“Noi non ci prendiamo in considerazione per la riforma, noi vogliamo essere ascoltati”, si lamenta Maria José, uno studente di 17 anni, ha detto a AFP nell’evento.

Nel mese di gennaio, la prima parte della riforma dell’istruzione, ponendo fine alla selezione degli studenti e dei profitti nelle scuole sovvenzionate dallo Stato, è stato approvato.

Ma non è ancora chiaro come il presidente manterrà la sua promessa di fornire l’istruzione superiore gratuita per i più poveri, il 70% della popolazione.

Gli insegnanti chiedono per loro migliori condizioni di pagamento.

L’evento arriva pochi giorni dopo la formazione di un nuovo governo dal presidente Bachelet, che cerca di disinnescare la crisi di fiducia causata da numerosi casi di corruzione, tra cui uno che coinvolge suo figlio.

Deux morts en marge d’une manifestation à Valparaiso (Chili)

Source: Communisme/Solidarité Ouvrièr

14 mai 2015:
Deux étudiants sont morts jeudi à Valparaiso (Chili) dans des incidents à la fin d’une manifestation autour de la réforme de l’éducation, initiative de la présidente socialiste Michelle Bachelet.

« L’une des victimes avait 18 ans, l’autre 24 ans », a indiqué aux médias locaux le responsable de la police de Valparaiso, Julio Pineda, précisant que les deux étudiants ont été tués par balles.

Selon des témoins, les tirs proviendraient d’un jeune de 22 ans vivant dans une maison où les manifestants voulaient coller des affiches. Il a été arrêté.

Jeudi soir, des bougies ont été allumées à Valparaiso, en hommage aux deux étudiants tués.

Cette manifestation s’inscrivait dans un large mouvement de contestation, avec des protestations dans plusieurs villes du pays dont la capitale Santiago, où des milliers d’étudiants et d’enseignants ont défilé.

La manifestation, dans une ambiance bon enfant, a toutefois été émaillée en fin de parcours de quelques heurts entre des manifestants encagoulés, armés de bâtons et de pierres, et les forces de l’ordre qui ont utilisé des canons à eau. Plus de 130 personnes ont été arrêtées.

Les étudiants chiliens réclament une éducation publique de qualité et une réforme en profondeur d’un système éducatif largement privatisé et inégalitaire, hérité de la dictature d’Augusto Pinochet (1973-1990).

« On ne nous prend pas en considération pour faire la réforme, nous voulons être entendus », a regretté Maria José, une étudiante de 17 ans, interrogée par l’AFP dans la manifestation.

En janvier, la première partie de la réforme de l’éducation, mettant fin à la sélection des étudiants et aux profits dans les écoles subventionnées par l’Etat, a été approuvée.

Mais il est encore difficile de savoir comment la présidente tiendra sa promesse d’établir la gratuité dans l’enseignement supérieur pour les 70% les plus pauvres de la population.

Les enseignants exigent pour leur part de meilleures conditions de salaires.

La manifestation intervient quelques jours après la formation d’un nouveau cabinet par la présidente Bachelet, qui cherche à désamorcer la crise de confiance provoquée par plusieurs cas de corruption, dont l’un impliquant son propre fils.