Repression and borders: they will never stop us! [it, eng]

Source: Presidio No Borders Ventimiglia – No Borders Oversee Ventimiglia

Updates/Aggiornamenti:

31.08
Sono trascorse le 24 ore e Andrea non è ancora stato rilasciato. Sappiamo che in questo momento si trova a Nizza ma ancora non abbiamo notizie della sua condizione legale. Siamo in contatto continuo da ore con gli avvocati che cercano con difficoltà di fare chiarezza sulla situazione.

24 hours passed and Andrea hasn’t been released yet.
We know he’s been transfered to Nizza, but we have no recent news of his legal condition. From hours we are in continuos contact with the lawyers who are hardly trying to understand the situation.

24 heures sont passées et Andrea n’a toujours pas été relaché. Nous savons qu’en ce moment meme il se trouve à Nice, mais nous n’avons pas encore de nouvelles sur ce qu’il risque. Depuis deux heures nous sommes en contact continu avec ses avocats qui tentent de comprendre la situation.

30.08
h.16:30 i tre compagni trattenuti negli uffici della PAF vengono rilasciati dopo piu di 4 ore.
Andrea invece si trova ancora garde à vue; seguiranno aggiornamenti!

h.16:30 les trois camarades qui ont été enfermées ou commissariat de la PAF ont été relachées après plus de 4 heures d’identification.
Andrea est encore en garde à vue, plus d’infos à venir.

h.16:30 the 3 comrades who were arrested and kept in the border police station have been released after more than 4 hours to check their identity.
Andrea instead is still retained in “garde à vue”, updates soon!

La repressione continua al presidio di Ventimiglia.
Ieri sera, Pasquale, attivista No Borders presente al confine sin dal primissimo giorno, è stato fermato sulla strada per Ventimiglia appena fuori dal campo dalle forze dell’ordine e invitato a recarsi in commissariato. Lì gli è stato notificato un foglio di via in cui gli viene contestata l’occupazione al presidio e la partecipazione alla manifestazione non autorizzata di sabato 22 agosto.
La misura adottata, risulta oltremodo grave e incomprensibile, Pasquale infatti vive in un paese limitrofo (Dolceacqua) e non può fare a meno di passare da Ventimiglia per svolgere le sue attività quotidiane.
Insieme a lui è stato fermato e portato in commissariato anche una altro attivista, arrivato al presidio ieri stesso. Dopo essere stato tenuto per più di quattro ore negli uffici della polizia, dopo essere stato minacciato di espulsione ha rifiutato di dare le impronte digitali e foto segnaletiche e per tutto ciò è stata aperta un’ indagine per resistenza a pubblico ufficiale a suo carico.

La stretta repressiva viene usata in maniera totalmente strumentale per attaccare il presidio e intimidire le volontà e la vita degli occupanti, in quanto espressione di una nuova sperimentazione di autorganizzazione.
Con questo comunicato vogliamo richiamare l’attenzione su tutti gli atti di repressione che stanno colpendo il campo in queste settimane. Ultimo tra questi l’abuso subito ieri mattina da due compagne, fermate durante una delle attività di monitoraggio alla stazione di Menton e trattenute dalla PAF (police aux frontiers) per 3 ore in frontiera assieme ai migranti rastrellati sul treno.

Dopo il brutale arresto di Fouad la notte del 23 agosto, dopo i sei fogli di via consegnati ai compagni/e la notte dell’11 Agosto e il pestaggio da parte della Police Nationale francese e della BAC (Brigade Anti-Criminalité), la stessa notte, di un compagno francese, fermato insieme ad altri due attivisti, affianco ai continui e massicci respingimenti di migranti che la polizia francese e italiana operano ogni giorno, contrastandosi e contraddicendosi continuamente.
Possiamo oggi osservare che almeno su un punto i loro interessi si congiungono: reprimere quelle persone che hanno deciso di fare uscire dall’invisibilità il movimento per la libertà che i migranti portano qui e nel resto d’Europa. In realtà, questa modalità di controllo dei movimenti migranti, della quale assistenzialismo e militarizzazione si nutrono, si ritrova ovunque. Dai lager che l’Europa costruisce in Magreb ai recenti rinforzi militari a Calais, passando per i molteplici sgomberi avvenuti a Parigi durante l’estate. La repressione continua laddove organismi parastatali come la Croce Rossa o France Terre d’Asile non riescono a far tacere la voce dei migranti in lotta per la dignità in ogni luogo che attraversano.

A tutta la repressione che viene e verrà dal potere poliziesco e istituzionale, le relazioni che qui si sono costruite e intrecciate continueranno ad attaccare e indebolire la loro pretesa di controllare e gestire i flussi migratori.
Pensano forse di fiaccarci con la loro repressione costante?
Credono davvero di poter fermare chi ogni giorno questi confini li oltrepassa?
Davanti a tutte le persone che la fortezza Europea assassina quotidianamente nel mediterraneo e sulle sue autostrade opponiamo una sete di libertà incontrollabile.
Non saranno certo vecchi e nuovi dispositivi di repressione a fermare questo viaggio. Ci allontanate da qui, ci troverete ovunque, nelle strade e nelle città pronti a far rinascere la lotta contro ogni confine.
Il contrattacco sarà la nostra pratica quotidiana.

Every cop is a border!
We are not going back!

Presidio Permanente No Borders Ventimiglia

EN
Repression goes on at the Ventimiglia No Borders Camp.
Yesterday night Pasquale, one of the no border activists present at camp from the first days, was stopped just outside the camp from the italian police, which took him to the local station. He was expelled from Ventimiglia municipality for the occupation of the place and for his participation to the 22 of august unauthorized demonstration.
The measure adopted are worrying and unfounded. As a matter of fact Pasquale leaves in a nearby town (Dolceacqua), therefore he phisically needs to pass by Ventimiglia in order to carry on his daily acivities.
Together with him another activist, who arrived just yestrerday, was stopped and taken to the police station. After he has been kept for more than 24 hours inside the station, he has been threathend of expulsion from Italy and after he refused to leave fingerprints and photo identification a file for resistance to public officer was opened against him.

This enhanced pressure forces are used in a totally instrumental way with the aim of attacking the no border camp and intimidatimg the will and life of occupants, because of its power being a new form of self-organization. Through this press release we want to call the public attention on the repressive practices perpetrated against the camp in these weeks: last one being to the demage of two comrades who yesterday were stopped at the Menton train station while doing monitoring activity, and were brought by the PAF to the border police station, where they were forced to remain for three hours, together with the immigrants stopped on the train.

Both Italian and French police have been using repressive measures in the last weeks: Fouad arrest on the night of 23rd Agoust, six expulsion orders emitted on the night of 11th August together with the harassment of one comrade by part of of the BAC (Brigade Anti-Criminalité) police, together with the constant and and massive stopping and sending back police operations that both Italy and France carry on in absurd net of legal and burocratic contraddictions. It is clear that their interest converges in one specific point: to stop those people who decided to make evidentand shed a light on migrants movement for freedom across Europe. This kind of control, nourished by militarization and institionalized and racist charity, are to be found at every European border: from the European lagers in Magreb to the military reinforcement in Calais, to the several evictions carried on in Paris. This kinds of scenarios opens up in all those sposts where connivence between organizations like Red Cross or France Terre d’Asile and governaments do not succeed in covering the voices of migrants who are fighting for dignity in every and each country they are crossing.
Do they really think to stop us because of intimidation and repression?
Do they really think this is going to stop the power of an authentic fight for freedom?

Our answer to the daily killing of people in the Mediterrenean and on the streets of the European Fortress is an uncontrollable thirst for freedom.
Neither new nor old repression devices will ever stop this jouney. Those who are forced to leave from here are to be found again everywhere, on the streets and in the cities to make the fight against border go on.
Our strategy will be our daily and diffused actions and practices.

Every cop is a border!
We are not going back!

Presidio Permanente No Borders Ventimiglia

Ventimiglia / “Open the borders, we need to pass” [it, en]

Source/Fonte: Zic

Lo scorso weekend il presidio permanente di Ventimiglia ha festeggiato il suo primo mese sugli scogli. Tra le iniziative, una lunga assemblea in cui “inglese, arabo e italiano si sono alternati per ore e ognuno dei partecipanti ha potuto toccare con mano la consistenza delle nostre rivendicazioni”, si legge sul comunicato diffuso dal presidio.

“I migranti non hanno dubbi – prosegue il testo – molti di loro sono stati respinti al confine o fermati ed espulsi dalla Francia verso l’Italia, e sentono quindi profondamente l’importanza di un luogo di resistenza come il presidio. Qui si lotta insieme, ci si prepara al viaggio, si costruisce un futuro senza confini, dove non saranno le impronte digitali a determinare dove si ha o meno il diritto di costruire la propria vita”.

Domenica la protesta si è fatta accesa: dietro gli striscioni “Open the borders, we need to pass” e “Nous ne sommes pas des criminels” migranti e solidali si sono avvicinati alla frontiera e hanno dato vita a una battitura durata fino al tramonto.

Ora l’appuntamento è per “due fine settimana di incontri aperti ai tanti e tante che condividono questo percorso di lotta”: il 18-19 luglio spazio alle “questioni legali, sia per condividere informazioni precise con migranti e solidali, che per affrontare alcune questioni specifiche con le quali ci confrontiamo quotidianamente”.

Invece, per il 24, 25 e 26 luglio sono in cantiere “tre giorni di confronto transnazionale con attivisti delle reti No Borders, associazioni e movimenti italiane e francesi ed operatori sociali dell’accoglienza, alternando momenti di discussione ad azioni che rivendichino la libertà di movimento”.

EN:
Last weekend the permanent picket of Ventimiglia has celebrated its first month on the rocks. Among the initiatives, a long meeting in which “English, Arabic and Italian took turns for hours and each participant was able to touch the texture of our demands,” reads the statement released by the presidium.

“Migrants have no doubts – the text continues – many of them have been rejected at the border or detained and deported from France to Italy, and feel so deeply the importance of a place of resistance as the garrison. Here we fight together, we are preparing to travel, we build a future without borders, where there will be fingerprints to determine where or not he has the right to build their lives.”

Sunday’s protest was made lit: behind the banners “Open the borders, we need to pass” and “Nous sommes pas des criminels” migrants and solidarity have approached the border and have created a beating lasted until sunset.

Now the appointment is for “two weekends of meetings open to the many and many who share this path of struggle”: from July 18th to 19th space to “legal issues, both to share accurate information with migrants and solidarity, that to address some specific issues with which we face every day.”

Video in Italian

10 vehicles of jail constructor up in smoke (France) [fr, en, it]

Source: Attaque
Translation: Act For Freedom Now

9 Juin / June 9th / 9 Giugno 2015

FR:
Limoges: dix engins d’Eurovia-Vinci en flammes

Des systèmes de mise à feu ont été découverts sur chacun des neuf engins de chantiers ravagés par un incendie chez Eurovia, dans la nuit de lundi à mardi. L’enquête a été confiée à la police judiciaire de Limoges. «On ne sait pas qui ça peut être. » Bertrand Duplessis, responsable de l’antenne Eurovia de Limoges, n’est sûr de rien, à part une chose. L’incendie survenu, peu après minuit, dans la nuit de lundi à mardi est d’origine volontaire. « On espère que l’enquête va permettre de trouver le ou les responsables », explique-t-il. L’enquête justement a été confiée à la police judiciaire de Limoges tandis que le parquet confirmait à notre journal qu’il s’agissait bien d’un acte délibéré et aucunement d’un accident.

« Plus d’un million de dégâts »

Les flammes étaient en train de ravager plusieurs véhicules de cette entreprise spécialisée dans la production et la mise en place de revêtements routiers, quand une vingtaine de sapeurs-pompiers de Limoges sont intervenus sur place, avenue Kennedy, en zone sud de la capitale limougeaude.

Les dégâts matériels sont très importants. Des camions et un engin de chantier au moins ont été détruits. « Il y en a pour plus d’un million d’euros », estime le responsable. A cela s’ajoutent « les chantiers qui vont prendre du retard et l’inactivité des salariés », explique Bertrand Duplessis. « Notre principal souci, poursuit Philippe Loiraud, délégué syndical CGT, c’est de savoir ce que vont devenir les postes de travail concernés. C’est déplorable de s’en prendre à une entreprise, car ce sont les salariés qui vont en payer le coût. » « On cherche des solutions, comme la location de matériel, reprend le dirigeant. On va tout faire pour que cet incident n’est pas d’impact sur l’emploi. »

Qui peut bien en vouloir ainsi à Eurovia ? En raison de la chaleur sur place, les premières constatations techniques ont été longues à mettre en place. Les policiers ont cependant pu déterminer que des systèmes de mise à feu avaient été placés sur les pneus des camions partis en fumée. Ils étaient constitués d’une bouteille remplie d’essence avec une bougie et un allume-feu.

Seule piste qui s’offre pour l’instant à la police, ces menaces transmises à différentes entreprises impliquées dans la construction de l’aéroport de Notre-Dame-des-Landes contre laquelle différents recours seront justement examinés en justice le 18 juin. Des zadistes avaient promis à toute entreprise participant au chantier de l’aéroport des actions violentes. La destruction de leur matériel en faisait partie. Parmi les entreprises visées, on retrouvait Vinci… et Eurovia [Vinci est particuleriement active aussi dans la construction de taules; NdR].

EN:
Limoges: 10 vehicles of jail constructor up in smoke

In Limoges, France, in the industrial zone of Magret, flames ravaged ten trucks and three sheds belonging to Eurovia, a subsidiary company of the Vinci multinational which is particularly involved in the construction of new prisons, as well as developing the devastating project of the Notre-Dame-des-Landes airport.
The vehicles were stationed in two storage areas twenty metres apart. Ignition devices were placed on the truck tyres. They consisted of a bottle filled with petrol with a candle and a firelighter. The damage is estimated to be at least one million euros, not counting the long delays at the construction sites as a result. Build cages, get back our rage.

IT:
Limoges: 10 camion di una ditta che costruisce carceri andati in fumo.

A Limoges, in Francia, nella zona industriale di Magret, le fiamme hanno distrutto dieci camion e tre capannoni appartenenti a Eurovia, una compagnia sussidiaria della multinazionale Vinci che è particolarmente coinvolta nella costruzione di nuove carceri, come nello sviluppo del devastante progetto dell’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes.

I veicoli erano parcheggiati in due aree di deposito distanti una ventina di metri una dall’altra. Meccanismi di accensione sono stati piazzati sugli pneumatici dei camion. Erano costituiti da una bottiglia di benzina con una candela e diavolina. I danni sono stati stimati attorno ad un milione di euro, senza contare i lunghi ritardi ai cantieri che si verificheranno. Costruiscono gabbie, torna loro indietro la nostra rabbia.

Solidarity from Pyhäjoki [en, it]

EN:
Activist that are resisting to the Fennovoima’s nuclear power project showed the warmest solidarity to struggles in the world and anarchists and environmentalist activists in prison on June 11th as part of an international day of action.

In the Hanikivi peninsula (Puhäjoki) Finland’s third nuclear company Fennovoima and the russian company Rosatom wants to built a nuclear power plant. Many people are opposing this project. Information on the issue, protest demonstration, blockades and direct action. All those means are necessary and they are part of one big opposition to the projects of those who devastates the land, poison living being and make profit on life.
We bring solidarity to No TAV movement in Val Susa, to all the Z.A.D. in France, to the resistance in the Hambach’s forest and all those struggle for which resistance means existence.
One Struggle, because we believe that all the struggle are connected by the same meaning, by the same emotions and passions and by the revolutionary instinct.

Passion for freedom is stronger than any prison!

IT:
Gli/le attivist* che stanno resistendo al progetto nucleare della Fennovoima mostrano la più calorosa solidarietà alle lotte nel mondo, agli/e anarchic* ed ecologisti in prigione nell’11 Giugno come parte di una giornata internazionale di azione.

Nella penisola Hanikivi (Puhäjoki) la terza compagnia nucleare della Finlandia, Fennovoima, e la compagnia russa Rosatom vogliono costruire una centrale nucleare. Molte persone si oppongono a questo progetto. Informazione sulla questione, manifestazioni di protesta, blocchi e azione diretta. Tutti questi mezzi sono necessari e fanno parte di un unica grande opposizione ai progetti di coloro che devastano la terra, avvelenano gli esseri viventi e fanno profitto sulla vita altrui.
Portiamo solidarietà al movimento No TAV in Val di Susa, a tutte le ZAD in Francia, alla resistenza nella foresta di Hambach e a tutte quelle lotte per cui la resistenza significa esistenza.
Una lotta, perché crediamo che tutte le lotte sono connesse dallo stesso significato, dalle stesse emozioni e passioni e dal divenire rivoluzionario.

La passione per la libertà è più forte di ogni prigione!

Présentation de la marche NO TAV

Source: No Tav FR, Marche No Tav

Salut à toutes et à tous,

Nous espérons que cette nouvelle lettre vous trouvera plein de vitalité et d’entrain à la perspective de cheminer ensemble entre Lyon et Turin du 30 juin au 12 Juillet. Notre première invitation ayant rencontré un certain écho et quelques questions, nous venons par la présente clarifier certaines de nos intentions.

Il ne s’agit pas d’une marche sur le palais d’hiver ou un quelconque autre lieu de pouvoir ou institution. Nous ne sommes pas à la recherche de symbole. Marcher le long du tracé du TGV c’est se donner les moyens d’apprivoiser des territoires, de se rencontrer. C’est un repérage, une reconnaissance en vue d’une reprise des travaux donc des hostilités. Cette marche s’apparente aux « passeggiata » dans le Valsusa organisée régulièrement pour permettre d’appréhender la montagne, rendre praticable les sentiers, se familiariser ensemble avec les chemins de traverse.

Pour être tout à fait honnête il nous faut expliquer que nous ne marcherons pas de Lyon à Turin. Sur les 15 jours que nous passerons ensemble, nous marcherons certains jours entre deux étapes, d’autres jours autour du camp pour aller découvrir tel chantier qui va bientôt commencer.

Nous ferons des journées au même endroit, avec des assemblées. Nos soirées seront ponctuées de discussions sur les luttes d’ici ou là, mais aussi de concerts et de grands festins. Plus que tout, c’est un temps que nous nous donnons pour vivre ensemble, nous rencontrer. Sortir de l’isolement et allier nos forces. C’est un moment, qui, on l’espère, en appellera d’autres. Trois grandes zones se dessinent : l’avant-pays savoyard, la Chartreuse et la Vallée de la Maurienne.

D’ici là, il y a fort à faire. Nous proposons des assemblées :

le 29 mai à Grenoble (18h), 38 rue d’alembert (suivie d’un concert de soutien)

le 3 juin à Lyon (18h), à la Gryffe, rue Sébastien Gryphe, Lyon 7e

Des marcheurs.es détermine.es!

Pour avoir plus d’informations sur la marche écrire à marchenotav@rebellyon.info et voir sur marchenotav.noblogs.org