No TAV: barricate, scontri e molto coraggio [it, en]

Fonte/Source: Notav.info

Basta guardare gli occhi di chi c’era stanotte per capire cos’è che può fare la differenza di questi tempi.

Sapere come ci si sente a marciare al buio, in un silenzio irreale dove al rumore dei passi e degli zaini che scricchiolano si aggiungono solo i canti degli animali della natura, che continuano le loro attività nonostante il nostro passaggio.

Sentire il cuore che batte un po’ più forte, quando si cammina stretti, con la mano che cerca l’umida pietra per non avvicinarsi troppo al dirupo, attenti a chi sta davanti e a chi c’è dietro…per non perdersi neanche un istante, per rinnovare ad ogni passo il coraggio consapevoli che ogni metro ci avvicina a chi ci è nemico.

Chi non c’è, e i giornali non lo racconteranno, non può sapere dei piccoli gesti di solidarietà che in questi momenti fanno la differenza, di come ognuno mette a disposizione ciò che ha e ciò che può fare per essere d’aiuto, che si tratti del prestare un accendino, di aiutare a spostare un grosso tronco o di allungare un po’ di Maalox a chi retrocede dalle prime vie.

E poi c’è chi sta davanti, i nostri coraggiosi armati di un grande cuore e non solo di buone gambe.

Quella passata è stata una grande notte notte in Val di Susa.

In centinaia, dalla valle e da tutta Italia, ci si è ritrovati per questa intensa estate di lotta e per una passeggiata notturna che si sapeva determinata.

Tra blocchi, battiture, azioni di disturbo e l’iniziativa di stanotte in quest’estate di lotta il Movimento No Tav ha dato un buon segnale a tutti quei politicanti e affaristi che si riempiono la bocca con una parola che in questa valle non è di casa: pacificazione.

Come non sarà mai accettabile che a fronte di enormi disastri ambientali e una situazione di crisi che continua ad affaticare le vite di molti, avvenga un tale sperpero di denaro pubblico.

Uno schiaffo in faccia a chi rimane senza lavoro, a chi perde la casa, a chi non riesce a pagarsi le bollette, a chi per avere adeguate cure sanitarie deve aspettare troppi mesi, ai nostri figli che vanno a studiare in scuole fatiscenti.

In questi decenni di lotta generazioni di giovani sono cresciuti tra i presidi e i cortei No Tav, in tutta Italia la nostra lotta è diventata un simbolo di speranza e ogni anno da tutto il paese e dall’Europa sono tantissimi a passare di qua, per conoscere questa storia di Resistenza e dare il proprio contributo.

L’arroganza della politica e la violenza delle istituzioni si legittimano tra di loro, nel tentativo mal riuscito in tutti questi anni di piegare la nostra volontà a suon di militarizzazione del territorio, minacce, ricatti, denunce, processi e galera. Sicuramente l’hanno messa alla prova, ma essa è più forte di quanto forse anche alcuni di noi potessero immaginare.

Notti come quella appena passata dimostrano che, nonostante le difficoltà e queste nessuno le nega, la speranza di cambiare le cose e di decidere del nostro futuro continua ad essere più forte di ogni loro violenza.

Anche stanotte i nostri sentieri ci hanno aperto la via per arrivare al cantiere e il resto l’ha fatto il nostro coraggio, solido come le alte barricate che al buio abbiamo costruito per contrastare l’avanzata del nemico.

Avanti No Tav, la Resistenza si fa un passo alla volta!

EN:
Just look at the eyes of those who were there tonight to figure out what is it that can make the difference of these times.

Know how it feels to walk in the dark, in an eerie silence where the sound of footsteps and creaking backpacks are added to only the songs of the animals of nature, who continue their activities despite our passage.

Feel your heart beating a little stronger when you walk close, with the hand that seeks damp stone to not get too close to the cliff, conscious of who has front and who is behind… not to miss even a moment, to renew every step the brave aware that every inch brings us closer to who is our enemy.

Who is not there, and the newspapers do not tell, can not know the small gestures of solidarity in these moments that make the difference, how each provides what it has and what it can do to help, that is traits lend a lighter, helping to move a large log or to stretch a bit of Maalox who recedes from the first routes.

And then there’s those in front, our brave armed with a big heart and not only of good legs.

That last night was a great night in Val di Susa.

Hundreds, from the valley and all over Italy, there has been found for this summer of intense fighting and for a night walk you knew determined.

Between blocks, beatings, harassment and the initiative tonight in this summer of the No Tav movement it gave a good signal to all those politicians and businessmen who fill their mouths with a word that is not in this valley it’s not our: pacification.

As it will never be acceptable in the face of huge environmental disasters and a crisis that continues to strain the lives of many; let such a waste of public money.

A slap in the face to those who are without job, to those who lose the house, to those who can not pay their bills, for those who have adequate health care should not expect too many months, our children who go to study in crumbling schools.

In these decades of struggle generations of young people have grown up between the principals and the No Tav marches, throughout Italy our struggle has become a symbol of hope and every year from all over the country and Europe are so many to go from here, to know this history of resistance and contribute.

The arrogance of the political violence of the institutions legitimize each other, in the unsuccessful attempt in the years to bend our will to the sound of the militarization of the territory, threats, blackmail, charges, processes and jail. Surely they tested, but it is stronger than perhaps some of us could imagine.

Nights like the one just past shows that, despite the difficulties and these no one denies, the hope to change things and to decide our future continues to be stronger than all their violence.

Even tonight, our paths have opened the way to get to the construction site and the brave didthe rest, solid as the high barricades in the dark we built to counter the advance of the enemy.

No Tav, the Resistance takes one step at a time!

Lucio, trasferito di prigione | Lucio, transferred [it, en]

Fonte/source: Macerie


Lucio, Graziano, Francesco

Dal 16 Luglio, Lucio è di nuovo in carcere. Accusato di essere uscito abusivamente, qualche giorno fa, sul pianerottolo di casa per chiacchierare con alcuni compagni, è stato indagato per evasione e gli è stata revocata la misura dei domiciliari concessagli dopo la fine del primo grado del processo che lo vede accusati di aver partecipato all’attacco al cantiere del maggio 2013. Per ora è a San Vittore, per cui chi vuole può scrivergli lì. Proprio questa mattina, poi, si è tenuta a Roma l’udienza della Cassazione in merito alla aggravante di terrorismo per i tre, udienza richiesta questa volta dalla Procura di Torino. Non appena avremo notizie dell’esito ve ne daremo conto.

25 Luglio: A neanche dieci giorni dal suo rientro in carcere a causa di una violazione degli arresti domiciliari, Lucio è stato oggi trasferito da San Vittore al carcere di Busto Arsizio da dove era uscito lo scorso maggio.

Per scrivergli, ecco l’indirizzo:

Lucio Alberti
C.C. Via Cassano Magnago, 102
21052 Busto Arsizio (Varese)

EN:
Since July 16th, Lucio is back in jail. Accused of getting out illegally a few days ago, on the landing of the house to chat with some comrades, he was under investigation for evasion and was revoked him the measure of house arrest granted to him after the end of the first instance of the process in which he is alleged to have participated the attack on the costructing site in May 2013. For now in San Vittore prison, so who wants to can write there.

July 25th: Barely ten days after his return to prison because of a violation of house arrest, Lucio was today transferred from San Vittore prison in Busto Arsizio prison from where it was released last May.

To write, here is the address:

Lucio Alberti
C.C. Via Cassano Magnago, 102
21052 Busto Arsizio (Varese)
Italy – Italia

Sgombero del TeLOS Squat | Eviction of TeLOS Squat [it, en]

Fonte diretta
Fonte mainstream: Il Saronno

Direct source and mainstream source from local newspaper.

IT:
Questa mattina, intorno alle 6, DIGOS e Polizia si sono presentati per sgomberare il nuovo TeLOS.

Al momento del loro arrivo, c’eran già sul tetto 7 compagni, ma, con la complicità dei pompieri, tra spintoni e strattoni, li hanno portati giù a forza.

I 7 compagni sul tetto sono stati portati in Questura a Varese.

h14.00: i 7 compagni ormai son tutti fuori dalla Questura. A 5 di loro è stato notificato il foglio di via da Saronno per tre anni, oltre le denunce per occupazione e danneggiamento.
I 7 compagni sono stati rilasciati poco fa.
_______

EN:
This morning, around 6am, Digos and police showed up to evict the new Telos.

Upon their arrival, on the roof there were already seven comrades, but with the help of firefighters, with pushing and tugging, they were brought down by force.

The 7 comrades on the roof were taken to police headquarters in Varese.

h14.00: 7 comrades now are all out of the police headquarters. to 5 of them was served the expulsion from Saronno for three years, in addition to charges of squatting and damaging.
The 7 comrades were released earlier.

Operai con le gomme a terra | Workers with flat tires [it, en]

Fonte: Notav.info

Terzo giorno di campeggio no tav a Venaus

Proseguono le iniziative e il campeggio di lotta no tav a Venaus in valsusa. Volantinaggi nei mercati, passeggiate al cantiere, cene e dibattiti. Nella giornata di oggi lunedì 20 luglio arriva anche la notizia di un sabotaggio ai mezzi del cantiere. Tre auto di “operai” (ruffiani da cantiere) hanno riportato la foratura degli pneumatici mentre stavano accedendo al fortino-cantiere tav di Chiomonte. Alcuni sabotatori no tav di buon ora hanno così aperto il lunedì di lotta e resistenza. Prosegue intanto il programma con la giornata dedicata al popolo curdo e la cena benefit “carovana per il rojava”. Arrivano inoltre le prime e durissime notizie da Suruc dove una strage ha provocato decine di morti tra i sostenitori della resistenza curda. Molti i giovani colpiti, a loro il nostro pensiero, a tutto il popolo curdo la nostra solidarietà.

EN: Report: 3rd day of No Tav camping in Venaus

They are continuing the initiatives and the No TAV struggle camp of in Venaus in Susa Valley. Leaflets in markets, walks to the yard, dinners and debates. During Monday July 20th comes the news of a sabotage to the machines of the construction site. Three cars of “workers” (boot-lickers of the site) reported drilling in the tire while they were logging into fort-yard of Chiomonte. Some no tav saboteurs up early so they opened on Monday of struggle and resistance. Meanwhile, the program continues with the day dedicated to the Kurdish people and the dinner benefit “Caravan for Rojava”. Also they arrive early and harsh news from Suruc where a massacre has caused dozens of deaths among the supporters of the Kurdish resistance. Many young people affected, to them our thoughts, to all the Kurdish people our solidarity.

Libro/Book: Incognito – by Anon. [it, en]

IT:
In Incognito – Esperienze che sfidano l’identificazione

142 pagine – 6,00 euri

Questo libro parla di clandestinità.
Uno squarcio nel buio, un salto nell’incognito del segreto, in quella dimensione parallela di cui spesso anche ciò che si può dire non si dice. Di questo mondo parlano gli scritti qui raccolti, portandoci alcune voci, tra le tante di cui variano i toni, le emozioni ed i messaggi, che nella dimensione clandestina vivono o hanno vissuto.

Per richieste:
decadenza@gmail.com / salamandrina.edizioni@gmail.com
oppure
Biblioteca Popolare Rebeldies Via Savona 10 – 12100 Cuneo – rebeldies@libero.it
(per quantità uguali o superiori alle 5 copie, 4,00 euri a copia. Parte del ricavato andrà benefit)

EN:
Incognito – Experiences that defy identification

This book is about living in hiding. It pierces the darkness and leaps into the secrecy of the incognito, a parallel dimension in which even what could be said often is not. Out of excess of tact, fear or because one thinks it is not relevant. Or, in certain milieux and in the worst cases, due to mere political tactics. But, even at a glance, the world of clandestine people is not a desert land; on the contrary it is populated by living beings, experiences and ideas that are very close to ours, in both the most miserable and the most fascinating aspects of our lives, close to our most ardent desires and passionate daydreams.

Read online on The Anarchist Library or on Digital Elephant

Selled in
Finland: Mustan Kanin Kolo library & infoshop (Elephant editions, 2008, 115 s., K3, 4€)
U.S.A. (Washington): Last Earth Distro

Ventimiglia / “Open the borders, we need to pass” [it, en]

Source/Fonte: Zic

Lo scorso weekend il presidio permanente di Ventimiglia ha festeggiato il suo primo mese sugli scogli. Tra le iniziative, una lunga assemblea in cui “inglese, arabo e italiano si sono alternati per ore e ognuno dei partecipanti ha potuto toccare con mano la consistenza delle nostre rivendicazioni”, si legge sul comunicato diffuso dal presidio.

“I migranti non hanno dubbi – prosegue il testo – molti di loro sono stati respinti al confine o fermati ed espulsi dalla Francia verso l’Italia, e sentono quindi profondamente l’importanza di un luogo di resistenza come il presidio. Qui si lotta insieme, ci si prepara al viaggio, si costruisce un futuro senza confini, dove non saranno le impronte digitali a determinare dove si ha o meno il diritto di costruire la propria vita”.

Domenica la protesta si è fatta accesa: dietro gli striscioni “Open the borders, we need to pass” e “Nous ne sommes pas des criminels” migranti e solidali si sono avvicinati alla frontiera e hanno dato vita a una battitura durata fino al tramonto.

Ora l’appuntamento è per “due fine settimana di incontri aperti ai tanti e tante che condividono questo percorso di lotta”: il 18-19 luglio spazio alle “questioni legali, sia per condividere informazioni precise con migranti e solidali, che per affrontare alcune questioni specifiche con le quali ci confrontiamo quotidianamente”.

Invece, per il 24, 25 e 26 luglio sono in cantiere “tre giorni di confronto transnazionale con attivisti delle reti No Borders, associazioni e movimenti italiane e francesi ed operatori sociali dell’accoglienza, alternando momenti di discussione ad azioni che rivendichino la libertà di movimento”.

EN:
Last weekend the permanent picket of Ventimiglia has celebrated its first month on the rocks. Among the initiatives, a long meeting in which “English, Arabic and Italian took turns for hours and each participant was able to touch the texture of our demands,” reads the statement released by the presidium.

“Migrants have no doubts – the text continues – many of them have been rejected at the border or detained and deported from France to Italy, and feel so deeply the importance of a place of resistance as the garrison. Here we fight together, we are preparing to travel, we build a future without borders, where there will be fingerprints to determine where or not he has the right to build their lives.”

Sunday’s protest was made lit: behind the banners “Open the borders, we need to pass” and “Nous sommes pas des criminels” migrants and solidarity have approached the border and have created a beating lasted until sunset.

Now the appointment is for “two weekends of meetings open to the many and many who share this path of struggle”: from July 18th to 19th space to “legal issues, both to share accurate information with migrants and solidarity, that to address some specific issues with which we face every day.”

Video in Italian

Hambach Forest occupation – a struggle against lignite mining and domination

hambachforest.blogsport.de

June 2015

This zine tries to give a short overview over the struggle against the lignite mining in the Rhineland in Germany. It is a compilation of texts that were written by people who also participated the occupation.

One thing that is important to understand is that it is an open struggle which means that there are somehow agreements against hierarchy and domination, sexism, racism and speciesism but there is no exact collective opinion. People who participate the struggle in the Hambacher Forst participate as individuals who organize together but not as platformist slaves.

This means also that opinions and analysis stated in the following texts do not necessarily reflect on a common point of view. Rather there are as many opinions as people involved. Surely there are also many things to criticize (such as victimisation or using terms and logics of the state like “guilty“, “illegal“ or „injustice“ for example). And this criticism is necessary and welcome.

So this compilation of texts does not even reflect on the opinion of the people who put it together. But surely the ones who read this zine will be smart enough to make up their own conclusions.

Contents:

– Short facts about the lignit mining in Rhineland (Germany)
– The Hambacher Forst occupation
– The first declaration of the Hambacher Forst occupation in 2012
– About the relationship between domination and environmental destruction
– Other parts of resistance in the area
– A few thoughts about solidarity and violence
– Small lexicon of forms of action
– Chronicle 2012-2014

5 comrades arrested for arson (Santiago) [es, en, it]

Source/Fonte:Rublicacion Refractario

ES:
3 de Julio: 5 compañerxs detenidxs acusados del ataque incendiario contra la Brigada de Homicidios de la Policía de Investigaciones: ¡SOLIDARIDAD!

El Noviembre del 2014 un grupo de encapuchados encadena las puertas de la Brigada de Homicidios de la Policía de Investigaciones, para luego lanzar un sin número de bombas incendiarias contra la guarida policial, además de incendiar el auto de un esbirro.

Rápidamente lxs encapuchadxs se repliegan sin que la miserable policía consiga salir de la sorpresa ni responder. La jornada culmina sin ningún detenido y el orgullo policial pisoteado y calcinado.

La autodenominada Unidad de Fuerza de Tarea de Delitos Complejos de la PDI conformada especialmente para investigar distintos ataques incendiarios y explosivos toma el caso para dar con lxs autores del ataque. Tras 7 meses de “investigación”, la policía irrumpe secuestrando a 5 compañerxs acusándolos de participar en el ataque incendiario.

Víctor Quijada, Felipe Román, Manuel Espinoza, Natalia Alvarado y María Paz Vera son detenidos durante la madrugada del 2 de Julio en distintos domicilios de Santiago, para ser llevado a los altares de la justicia.

Lxs compañerxs son formalizados por porte de arma (bombas molotov) además de incendio en lugar habitado, además se habría señalado que en la casa de uno de lxs compas habría un artefacto explosivo. El 8° Juzgado decreto la prisión preventiva contra lxs compañerxs. Las compañeras en la prisión de San Miguel, mientras que es de esperar que los compañeros lleguen a la cárcel/Empresa Santiago 1. El tribunal otorgo 45 días de investigación.

Afuera del tribunal amigxs y familiares se enfrentaron con lxs carceleros y personal de prensa, apoyando directamente a sus amigos e hijos que fueron encarceladxs.

La policía señala que llegaron a lxs compañerxs debido a una huella dactilar encontrada en una bolsa de plástico dejada por lxs encapuchadxs al interior de la universidad con los overoles usados para el ataque, ya con ese dato y supuesta individualización de uno de los participantes consiguieron las intervenciones telefónicas que a oídos e reinterpretaciones policiales les permitió dar con el resto de lxs 4 detenidxs. Una vez, la policía montando vigilancia sobre lxs 5 compañerxs, comenzaron a recolectar colillas de cigarro y embases de comida que dejaban para así contrastar su ADN con el encontrando en los overoles, ya con este contraste habrían decidido detenerlxs. Esta es la información entregada por la policía y la fiscalía, lejos de aducir a la culpabilidad o inocencia de lxs compañerxs, queremos alejar los temores y la paranoia que construyen los discursos de los poderosos y en particular de la Policía de Investigaciones que se jacta con sus medios técnicos y científicos y brigadas especializadas. Sus garras y científicos parapoliciales no podrán frenar el combate reproducible y contagioso, no seremos nosotrxs quienes dejemos que el miedo y su supuesta omnipresencia frenen la solidaridad con lxs compañerxs detenidxs ni el desprecio hacia su policía.

Hacemos un abierto llamado de solidaridad con lxs compañerxs!

Cualquier información, de solidaridad, situación carcelaria o informativo esperamos puedan enviarla para poder ser más certeros con la información.

¡Toda nuestra solidaridad con lxs detenidxs!

EN: July 3rd
5 comrades arrested and accused of arsonist attack against a police station: Solidarity!

In November 2014 a group of hooded has chained the doors of the “Homicide Brigade of the Investigation Police” department, and then launch a series of incendiary bombs against the haunt of police and burning the car of one of them.

The hooded manage to get away undisturbed without the police can react. After seven months of “investigation”, the police raided the homes of five comrades accusing them of participating attack arsonist.

They were arrested during the early hours of July 2nd in different houses in Santiago on charges of possession of weapons (Molotov cocktails) also to one of the comrades is alleged possession of an arsonist artifact during the arrest.

The 8th Court ordered the preventive detention: female comrades were conducted in the women’s prison of San Miguel, the males to Empresa Santiago 1 prison.

Outside court friends and family, who came to give solidarity to the arrested clashed with the guards and journalists (see photo above).

Police said he was put on the trail of comrades because of a fingerprint found in a plastic bag left, along with suits used for the attack, the university building, near the scene of the action.

Following the interpretations of wiretaps they have been made other 4 arrests, with samples of DNA from cigarette butts and food containers, in order to compare their DNA with that found on the overalls.

IT: 3 luglio,
Arrestat* 5 compagn* accusat* di attentato incendiario contro una stazione di polizia: Solidarietà!

Nel novembre 2014 un gruppo di incappucciati ha incatenato le porte della stazione della “Brigata Omicidi della Polizia Investigativa” per poi lanciare una serie di bombe incendiarie contro il covo di polizia e bruciare la macchina di uno di loro.

Gli incappucciati riescono ad allontanarsi indisturbati senza che la polizia riesca a reagire. Dopo sette mesi di “indagine”, la polizia ha fatto irruzione nelle abitazioni di 5 compagn* accusandol* di partecipare all’attacco incendiario.

Sono state arrestate durante le prime ore del 2 luglio in diverse case di Santiago del Cile con le accuse di detenzione di armi (bottiglie molotov) inoltre ad uno dei/lle compagn* viene contestata la detenzione di oggetto incendiario durante l’arresto.

L’8° Corte ha disposto la carcerazione preventiva: le compagne sono state condotte nel carcere femminile di San Miguel, i compagni invece alla Empresa Santiago 1.

Fuori dal tribunale amici e familiari, accorsi a dare solidarietà agli arrestati si sono scontrati con le guardie e i giornalisti presenti.

La polizia ha dichiarato di essersi messa sulle tracce dei/lle compagn* a causa di una impronta digitale trovata in un sacchetto di plastica lasciato, assieme a tute utilizzate per l’attacco, nell’edificio universitario, vicino al luogo dell’azione.

In seguito alle interpretazioni delle intercettazioni telefoniche sono stati fatti altri 4 arresti, con prelievi di DNA da mozziconi di sigarette e pacchetti per alimenti, al fine di confrontare il loro DNA con quello trovato sulle tute.

(Imagenes de los disturbios en el centro de Justicia, y a los miserables carceleros golpeando a familiares y amigxs de lxs compas.
Pic of chaos at the Justice center, miserable cops clash with families and friends of comrades.
Immagine presa da fuori dal tribunale in cui amici e familiari si sono scontrati con le guardie.)

Eviction of Green House (Kaunas)

Source: Egzilis, En.Squat

On Saturday, June 27, the Green House (Žalias Namas) squat/social centre in Kaunas was evicted. It had operated during the past half year in one of the abandoned wooden houses (which happened to be green).

While a couple of activists and guests were preparing dinner at the centre, a person responsible for the project of demolishing the house came and ordered them to move out. When the order wasn’t immediately obeyed, he called the police. The squatters were ordered to move out within a day or face legal prosecution. Soon the police came again and shortened the term: you’re on other peoples’ property and have to start moving now or be arrested. This time, due to the low number of people present, they started abandoning the house. The owner promised to keep an eye on the place afterwards and ensure that no one else is able to get in.

Thus quickly started and came to an end the first, but definitely not the last encounter between squatters trying to rejuvenate Kaunas’ abandoned buildings and capital aimed at limitless growth (the house and its territory belong to big business). The official owners state that they can’t allow usage of a house in an “emergency condition” and express concerns about the possibility of fire. Because an unlocked wooden house is much safer when no one looks after it?

The wooden house, built in 1920, heated by four authentic old style clay furnaces and previously home to two families, has been given a sentence: it is to be demolished in autumn in order to make space for a luxurious apartment building. These plans were confirmed disregarding the value of the old wooden architecture or the possible impact of construction work and invasion of rich people on the local community.

The centre’s activists had developed good relations with the neighbors and received their support, which, unfortunately, wasn’t enough when trying to officially protest the demolition of the house and subsequent construction of a high-rise building. The municipality stated that all the documents of the project are in order.

Previous to becoming a social centre, the Green House had been abandoned and slowly decaying for several years. The open social centre hosted an infoshop, a freeshop, organized free suppers, non-commercial concerts, bicycle workshops, film screenings, lectures and discussions. On the first days of May the international “Kaunas Karnival”, dedicated to the issues of the right to the city and autonomous spaces, took place there. The “Green House” was being visited by students from the nearby dormitory, musicians, neighbors, families with children, a couple of homeless people, people from Kaunas and other cities in Lithuania. It was being used as a free crashing space by many travellers.

Although short-lived, the Green House centre showed the necessity and fertility of such a space. In Kaunas, which is constantly tormented by inferiority complex and intense emigration, the social centre provided a lot of people with a feeling of meaningful localized activity and the hope of a supportive commonality. Otherwise very mobile activists gathered in one place, each and every guest of the house would express their amazement at “something happening at last”. This place added to the creation of Kaunas’ myth and encouraged the fight against geographic and social centralisation, when any city or town outside Vilnius is regarded as a desert where only lions and subalterns dwell. The story of the Green House inspires to take further action – organize more publicity around squatting, look for another space for a social centre, fight for legalization of squatting in society’s consciousness and law. In this fight, any kind of support is encouraged and welcome.

Because Kaunas lacks a non-commercial social space, where relations not based on economic exchange could be nurtured, and those who seek them would find a safer environment.
Because cities ar full of abandoned buildings and homeless people; even more inhabitants work in poorly paid jobs in order to pay rent, loans, and taxes.
Because in a city full of space old wooden architecture shouldn’t be replaced by luxurious skyscrapers, neither should friendly and supportive communities make space for alienating commodified relations.

To join us in the upcoming Right-to-the-Kaunas adventures, drop a line at kaunospiauda@riseup.net or an SMS at +37064509774

Sgombero | Eviction of Villa Assillo Occupata (Rovereto) [it, en]

Fonte/Source: L’Adige (more photos there)

Si è effettuato oggi lo sgombero della villetta di via Mattioli, al civico 21, dove da fine maggio si erano stabiliti gli anarchici. Il blitz è scattato alle 8 e ha coinvolto vigili del fuoco, polizia locale, polizia, carabinieri.

Gli anarchici sgomberati stanno protestando davanti alla Questura, mentre la polizia presidia ancora lo stabile.

EN:
It has made today the eviction of the house in Via Mattioli 21, where since the end of May was lived by anarchists. The raid started at 8am and involved firefighters, local police, state police and carabinieri.

Anarchists evicted are protesting in front of the police station while cops still oversee the building.